From VENICE. ITS WOOD, Andrea Montagnani, ed. Text by Aline Cendon, photographs by Loris Dilena. Ponzano: Vianello Libri, 2004.

INTRODUZIONE

Venezia appare, a prima vista, città di marmi, mattoni e pietre appoggiati a pelo d’acqua, ma sotto quell’acqua, sotto le pietre e i marmi, i palazzi e i masegni, giacciono interi boschi d’alberi, tagliati, sfrondati e battuti nel fango. 
È grazie ad un materiale deteriorabile come il legno che Venezia deve il suo atto di nascita. L’area sulla quale ebbe origine la città era in gran parte costituita di barene, terre a pelo d’acqua che affiorano e scompaiono con l’andirivieni delle maree. Poche erano le zone di terreno compatto e consistente, tra le quali il sestiere di Dorsoduro che porta nel nome stesso l’attributo di terreno solido; per costruire fu necessario consolidare il suolo e, con l’innalzamento delle rive, difenderlo dalle immersioni. Ogni base di edificazione in acqua comportava il ricorso al legname, non solo per le palificazioni sotterranee di un edificio, ma anche per lo spazio che si pone fra questo e il canale: la “fondamenta”. 
Venezia si poggia su pali e cresce grazie ad essi, l’edilizia delle origini era composta prevalentemente di tavole, di cui qualche raro esempio esiste tutt’oggi. In seguito si passò al mattone e alla pietra, materiali meno vulnerabili agli incendi e più rappresentativi, ma molti elementi lignei permangono e completano gli edifici, come i liagò in aggetto alle pareti, le altane sopra i tetti, gli scuri, i soffitti a cassettoni e a galera o galea, i portoni, le travature. 
Il legno conosce una fioritura anche nell’arte legata al mobile veneziano, che vide il suo splendore massimo nel Settecento: cassettoni, panche, sedie e cassettiere arredano gli interni delle case, abbellite da mori, cornici, orologi, specchi e altro ancora, usciti dalle botteghe di marangoni, lacadori e indoradori. 
Nell’abbigliamento entrano a far parte accessori lignei come le pianelle, calzature dalla suola vertiginosa di quasi mezzo metro, che le donne calzavano assumendo un’andatura caracollante. 
Nella sfera del sacro si provvide alla fabbricazione di cori, edicole e altarini. 
Grazie a questo materiale leggero, Venezia divenne Repubblica Marinara, potenza ma- rittima che spinse i suoi commerci sempre più lontano, nell’ Adriatico e nell’Oltremare. La carpenteria navale fu una delle attività più fervide della Serenissima e l’Arsenale costituì nel Cinquecento una delle più grandi concentrazioni industriali del mondo occidentale – se non la maggiore. 
La tradizione di squeri e botteghe tramanda la produzione di gondole, barche, remi e forcole per ogni natante, così come la carpenteria marina si occupa di costruire e riparare ponti, moli, imbarcaderi, zattere. La segnaletica in laguna e gli elementi divisori dei canali sono affidati alle bricole, grossi pali conficcati nel fondo marino, e alle paline, tronchi più sottili e flessibili.
Tra i materiali fondamentali dell’architettura veneziana, la pietra e il marmo solitamente rappresentano la parte nobile, il mattone la materia da costruzione meno pregiata, il ferro l’elemento che lega e rinforza. In questo libro si indagherà sul legno e le sue molteplici prestazioni, la sua versatilità e l’uso che se ne fece nei campi più insospettabili e nascosti come in quelli più appariscenti. Nella convinzione che al legno la Serenissima debba molto.   
INTRODUCTION

At first sight Venice appears to be a city of marble, brick and stone floating on the surface of the water, but beneath the water, beneath the stone and marble, the palazzi and the trachyte pavements, stand entire forests of trees that have been cut down, stripped of their branches and driven into the mud.
It is thanks to a material such as wood, subject to deterioration, that Venice owes its birth. The region in which the city originated was made up largely of shoals, lands on the surface of the water that appear and disappear with the ebb and flow of the tides. Firm, stable areas of land were few, among them the Dorsoduro district whose very name connotes the attribute of solid ground. In order to build, it was necessary to compact the soil and, by elevating the banks, safeguard it from being submerged. Every building foundation underwater involved the use of wood, not only for the structure’s subterranean piling, but also for the area located between the building and the canal: the “fondamenta” or pedestrian walkway.
Venice rested on piles and grew thanks to them; original building construction was composed mainly of wooden planks, a few rare examples of which still exist today. Later on builders turned to brick and stone, materials that were less vulnerable to fire and more typical; but many wooden elements remained as finishing touches to the buildings, for example, the liagò or verandas projecting from the walls, the altane or rooftop terraces, the window shutters, the coffered ceilings and those resembling galleys, the main doorways and the trussing.
Wood also experienced a flowering in the art associated with Venetian furniture, that saw its greatest splendor in the 1700's: home interiors were furnished with chests of drawers, benches, chairs and highboys, embellished by studios of marangoni (carpenters), lacadori (lacquerers) and indoradori (painters and sculptors).
With respect to clothing, there were wooden accessories such as pianelle, footwear with a dizzying sole nearly a foot and a half high that women wore, thereby assuming a teetering gait.
The sacred sphere saw to the production of choirs, shrines and altarpieces.
Thanks to this lightweight material, Venice became the Maritime Republic, a seafaring power that drove its trade farther and farther, into the Adriatic and overseas. Naval shipbuilding was one of La Serenissima’s more intense activities, and in the 1500's the Arsenale (shipyard) constituted one of the greatest industrial concentrations of the western world, if not the greatest.
The tradition of squeri (places where gondolas were built or repaired) and workshops contributed to the manufacture of gondolas, boats, oars and forcole (forked supports) for every craft, just as marine woodworking saw to the construction and repair of bridges, wharves, landings, and rafts called zattere. The lagoon sign system and the elements dividing the canals are made up of bricole, large piles driven into the bottom of the sea, and by paline, smaller poles that are thinner and more flexible.
Of the fundamental materials of Venetian architecture, stone and marble generally represent the noble components, brick the less esteemed construction material, and iron the element that binds and reinforces. In this book we will examine wood and its various qualities, its versatility and how it was used in the most unsuspected, inapparent areas as well as in more striking ways. With the conviction that La Serenissima owes a great deal to wood.

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